Euro-Mediterraneo, un ponte per le future generazioni

in foto da sinistra Gennaro Famiglietti e James Foggo

di avv. Gennaro Famiglietti*

L’origine del termine Euro-Mediterraneo (con o senza ‘trattino’) risale a circa 20 anni fa, deriva da una fonte fondamentalmente giornalistica e sta ad indicare l’insieme degli Stati europei che affacciano sul bacino del Mediterraneo. Lo storico Giuseppe Galasso, in un articolo pubblicato dal Corriere della Sera di fine 2014, sottolineava la necessità di proporre tale novità linguistica in ragione della rinnovata importanza politica, economica e di cooperazione internazionale di questa parte del mondo; rinverdendo, in qualche modo, in diversi modi, l’antica gravitazione europea sul Mar Mediterraneo tipica dei tempi degli imperatori e superando, di conseguenza, la successiva ed ingiustificata separazione tra i campi storiografici di Europa e Mediterraneo, inopinatamente diffusasi in alcuni ambienti scientifico-culturali.

La continua collaborazione tra gli stati che insistono sull’area euro-mediterranea è una realtà e, anzi, figura sempre di più quale fondamento per uno sviluppo sostenibile collettivo, allargato, di tipo sistemico.

Nell’ultimo decennio si è arrivati a parlare addirittura di Regione euro-mediterranea, proprio a significare non soltanto l’importanza geografica del maxi-territorio, ma anche la sua acclarata organicità, l’opportunità di essere intesa come qualcosa di riconoscibile ed integrato, la possibilità di riferirsi ad un corpus unico, legittimato, vitale. Tutti questi elementi, di fatto, testimoniano l’utilità di identificare un ambiente comune in cui operare efficacemente, di immaginare un ‘ponte’ tra le Nazioni del Sud-Europa e quelle del Nord-Africa e del Medio-Oriente, tra l’Europa dell’Est e dell’Ovest, come confermato dall’attenzione continuamente dimostrata da enti globali tra cui la Fao, l’Unesco, la Nato, l’Onu in numerose iniziative di interesse comune e di sviluppo sostenibile. Ho avuto modo di ribadirlo con chiarezza il 12 febbraio 2021, in qualità di Console della Repubblica di Bulgaria e Segretario Generale e Coordinatore nazionale FE.N.CO., in occasione dell’evento pubblico per la sottoscrizione del protocollo d’intesa tra la Cattedra di “Educazione alla salute e allo sviluppo sostenibile” dell’Università degli studi di Napoli “Federico II”, l’Istituto di Cultura Meridionale (che mi pregio di presiedere) e la Federazione Nazionale dei Diplomatici e Consoli Esteri in Italia (che rappresento).

I capisaldi su cui ritengo porre l’accento per rinforzare il ponte dell’Euro-Mediterraneo e su cui impostare tutte le possibili riflessioni utili alla causa sono sostanzialmente tre: cultura, turismo, economia.

in foto Gennaro Famiglietti

La cultura. La cultura deve essere il volano e l’occasione per stimolare una maggiore sensibilità al fine di esaminare i differenti interessi, discutere i contrasti, avviare un dialogo rivolto, nel lungo termine, a superare lo stato di guerre intermittenti e raggiungere un’intesa di pace e giustizia per la sicurezza reciproca ed il reciproco progresso, oltre a poter essere l’elemento da cui ripartire anche per superare i tantissimi disagi causati dalla Pandemia. Di tali aspetti ne parlo da anni, e periodicamente cerco di diffondere e disseminare la giusta consapevolezza attraverso gli eventi culturali organizzati dall’Istituto di Cultura Meridionale (http://istitutodiculturameridionale.it).

Il turismo. Le nuove strategie per la promozione turistica integrata dei Paesi euro-Mediterranei sono partite dall’Italia anni fa, e più volte si è cercato di coinvolgere attivamente tutti i paesi del bacino per un percorso congiunto di valorizzazione territoriale, innovativo, romantico, una sorta di “umanesimo del turismo”. Sul tema, ho avuto modo di costituire il Consorzio Isola di Capri – Conservancy appena pochi mesi fa (https://isoladicapriportal.com/), di cui mi sono fatto attivo promotore e per il quale presiedo il CdA, proprio con l’obiettivo di consolidare la forza turistica, artistica, culturale dell’Isola Azzurra a sostegno di un tema internazionale che da sempre, ed in modo deciso, affermo essere la chiave per il presente e per il futuro, la valorizzazione del patrimonio umano e mondiale. La mia idea è di promuovere l’Isola di Capri, a me personalmente cara, quale patrimonio Mondiale dell’Unesco, ente con la quale ho recentemente creato una forte partnership, per sensibilizzare l’importanza della natura, della cultura e dell’espressione artistica dell’Uomo, in piena armonia con le amministrazioni locali.

L’economia. La base di ogni civiltà. La collaborazione sana tra i Paesi dell’Euro-Mediterraneo ha subìto negli anni un impulso sempre maggiore, in attività commerciali, di alta formazione e ricerca, in grado di favorire il trasferimento tecnologico, la ricerca per l’ambiente, lo sviluppo degli studi sulla biodiversità, le energie rinnovabili, l’agricoltura, ed incentivando molto anche l’economia del mare. Ebbi modo di ribadirlo anche in occasione del Premio Internazionale “Posillipo Cultura del Mare” del 21 Giugno 2019, che ho personalmente istituito con il Patrocinio della FE.N.CO e del Circolo Nautico Posillipo, storico sodalizio napoletano che ospita e promuove tale iniziativa, contesto straordinario per eventi culturali di tal genere.

Il Premio è stato da me personalmente consegnato a prestigiosi rappresentanti del messaggio culturale, sociale ed artistico oggetto del riconoscimento, tra i tanti: l’ammiraglio della Marina Statunitense James Foggo, l’ambasciatrice di Malta Vanessa Frazier, il cardinale Crescenzio Sepe, il Console onorario della Tunisia e l’Ambasciatore di Cipro.

Tutto ciò lascia intendere che le premesse ci siano già tutte per un forte impulso allo sviluppo dell’Euro-Mediterraneo. Ciò che serve ora è dare la giusta continuità, provare a far crescere ancora di più gli interessi sani di tutte le entità che qui vivono e lavorano (imprese, associazioni, individui), con l’obiettivo dichiarato di sfruttare le tante potenzialità descritte e di farlo in un modo realmente sostenibile. Il ponte, simbolico e concreto, di cui si è parlato e che si è voluto attivare in maniera così determinata, deve funzionare sempre meglio, con la città di Napoli possibile elemento di congiunzione storico-culturale, artistico-naturale, economico-imprenditoriale, e volano dell’evoluzione in atto, porta del vecchio continente, finestra sugli altri Continenti, baricentro geografico, geo-politico, in parte adesso anche istituzionale dell’Euro-Mediterraneo, e conosciuto a livello planetario.

D’altronde l’Istituto di Cultura, da me fondato 25 anni fa, ha carattere meridionale proprio perché credo nella forza del territorio, sulla quale sono già ben saldi i pilastri dai quali possiamo iniziare a costruire, con ingegno e dedizione, per riuscire a camminare insieme, guardando l’orizzonte con maggiore serenità, per costruire e rafforzare un ponte che possa unire tutti i popoli nel segno della solidarietà, della pace, dello sviluppo sostenibile e della cultura universale.

Questo è un impegno, che va oltre le promesse e, per questo, deve rappresentare la nostra motivazione, la nostra ragione di vita, per consegnare ai nostri figli ed alle future generazioni un mondo più equo.

*Presidente Istituto di Cultura Meridionale
Console Generale onorario della Repubblica di Bulgaria Coordinatore Nazionale FE.N.CO.

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