La Campania riparte dal turismo

in foto Felice Casucci

L’assessore Casucci presenta il nuovo piano regionale

In italia sono in arrivo 8 miliardi
“La giunta De Luca farà la sua parte con fondi alle imprese sane
Procida capitale della cultura: opportunità per il rilancio dell’archeologia”
La Campania punta tutto sul turismo per rilanciare un‘economia, che in molti casi è stata letteralmente messa in ginocchio a causa della pandemia. Non ha dubbi l’assessore regionale al Turismo, Felice Casucci. Docente universitario, bibliofilo, ma soprattutto amante delle bellezze della Campania, l’assessore non disdegna le sfide e, anzi, guarda al futuro turistico della Campania con tangibile ottimismo. Il professor Casucci, ci accoglie nell’ampio studio dell’Assessorato al Centro Direzionale, tenendo in mano la bozza del nuovo piano regionale del turismo 2021. La Regione, Ente di Programmazione, ha previsto investimenti mirati, promuovendo e premiando quei territori ed Enti Locali in grado di ideare progetti e iniziative meritevoli.
“L’obiettivo, spiega l’Assessore, è quello di mettere in piedi un’ampia strategia di marketing che, insieme a congiunture favorevolissime, come la nomina di Procida Capitale della Cultura 2022, diventi la concreta opportunità per le imprese e i lavoratori di riprendere fiato e guardare al futuro con fiducia”.

Assessore, la Campania come il resto dell’Italia vive un clima instabile. Come definirebbe il 2021?
“È sicuramente un anno di transizione. Per il turismo, che gioca un ruolo strategico in Campania, ma anche per altri settori produttivi”.

Quando, secondo Lei, usciremo dal tunnel e potremo parlare di ripresa?
“La ripresa piena ci sarà nel 2023, ma nel frattempo bisognerà lavorare sodo. In tal senso, registro da parte delle imprese, degli Enti Locali, delle associazioni, un grande fermento, una grande voglia di rimettersi in gioco. Penso alle startup innovative fatte da giovani. Personalmente sono fiducioso”.

La Regione Campania quale strategia metterà in campo per promuovere la ripartenza del turismo?
“Abbiamo provato a scrivere un nuovo piano turistico regionale. La vera sfida è stata quella di programmarlo in piena pandemia, inventandoci una normalità, un metodo, affrontando difficoltà di tipo organizzativo, sanitario e di ordine pubblico. Ci abbiamo impiegato quattro mesi a cercare di tenere vivo il dialogo ma ce l’abbiamo fatta, elaborando un modello inclusivo, consolidato e permanente. I Tavoli di Ascolto hanno tenuto insieme Enti Locali, soggetti economici e portatori di interesse che operano lungo l’asse della filiera turistica. Siamo andati sui territori, da Sorrento e la Penisola sorrentina alla Costiera amalfitana, all’area flegrea, alle isole del Golfo di Napoli, alla zona cilentana, che è una regione nella regione. È stato un segnale forte di presenza e vicinanza espresso da tutta la Giunta Regionale verso chi si sta sovraesponendo e rischia l’isolamento e la sfiducia”.

Qual è il cuore del piano turistico regionale?
“La strategia principale è quella della promozione e della comunicazione. Abbiamo pensato alla realizzazione di un marketing strategico che sia di portata straordinaria”. A proposito di marketing. Mai come adesso l’immagine di Napoli e della Campania appare nelle storie visive, nel cinema e nelle fiction. Una narrazione realistica, non oleografica ma neanche cruda o violenta. Quanto bene fa questo tipo di narrazione anche rispetto alla promozione del territorio?
“Fa benissimo. La divulgazione parte dalla visività. I grandi e veritieri racconti di Napoli e della Campania sono quelli che traducono le storie di Maurizio de Giovanni oppure di Elena Ferrante autrice dell’Amica Geniale. Nella divulgazione rientrano anche gli eventi promossi dalla Film Commission o dal Galà del Cinema e della Fiction di Castellammare”.

Una esperienza di promozione straordinaria è stata il viaggio in Italia del presepe napoletano
“Sì. È stata una esperienza vincente. I nostri pastori sono stati donati a tutte le Regioni d’Italia quale messaggio di coesione, vicinanza e solidarietà. Non solo. Attraverso la delibera di Giunta del 25 novembre 2020, l’Agenzia Campania Turismo sta sviluppando, con un’Azione dedicata, un progetto importante per l’annualità 2021. Il Grand Tour delle nostre cose ha viaggiato al posto delle persone”.

Ci saranno altri finanziamenti?
“Sì. Le risorse del POC, programma operativo complementare, saranno destinate ai Comuni in maniera integrata, non più secondo una logica frammentata. Sosterremo e finanzieremo la creatività, le idee, le migliori energie, la volontà di ripartenza e chiederemo un impatto economico-sociale”.

Come avete immaginato la ripartenza?
“Abbiamo pensato a una ventina di percorsi che realizzeranno gli Enti Locali, l’associazionismo, le imprese in una logica di omogeneità per raccontare appieno la nostra ospitalità campana, tra cultura, naturalismo, spiritualità, intrattenimento, enogastronomia, sport e tanto tanto altro”.

Ci saranno anche altri sostegni ai progetti?
“Il principale sostegno alle imprese verrà dai fondi europei e nazionali. Confidiamo di trovare risorse aggiuntive. Speriamo che anche le schede tecniche del Recovery Plan trovino un grado maturo e propositivo suscitato da una spinta territoriale”.

A quanto ammonta il contributo al settore turistico?
“Si parla di otto miliardi, a livello nazionale ovviamente. Per quanto riguarda il riparto destinato alla Campania è ancora in via di definizione. Ma il presidente De Luca è molto vigile. Il criterio è che le Regioni che hanno maggiori difficoltà in termini di gap produttivo, economico e sociale devono ricevere più finanziamenti. La Regione Campania farà di certo anche la sua parte. Però, non nella maniera in cui è intervenuta durante la prima ondata della pandemia”.

In che senso?
“Investiremo per sostenere ed enfatizzare l’economia produttiva, il lavoro, le radici e la democrazia delle scelte. Nessun posto di lavoro andrà perduto, purché faccia riferimento a un’economia sana e sostenibile. In questo contesto storico, diventerà importante anche la sicurezza sanitaria. Si darà risalto anche a questo aspetto premiale. La nostra sarà una logica di rilancio e non di sussidio”.

Procida, capitale della cultura 2022, un’occasione che è volano di sviluppo?
“Procida si prepara a diventare un grande laboratorio attraverso il quale sperimentare tutta una serie di iniziative, tra cui l’idea di una vacanza tra i borghi ricca di esperienze e di opportunità”.

Internazionalizzazione e archeologia. In che termini la Regione intende rilanciare questo settore?
“La Giunta ha approvato, con una recentissima delibera, internazionalizzazione del turismo. In particolare, la Giunta della Campania ha deciso di finanziare la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, che si terrà a Paestum tra fine settembre e inizio ottobre. Abbiamo delineato un riassetto delle competenze, attraverso un Comitato di Indirizzo politico-istituzionale supportato da un Comitato Scientifico di grande rilievo, che farà tesoro della ricchezza del polo museale campano”.

In che modo la Regione intende rilanciare l’archeologia e l’archeologia subacquea?
“In Campania il settore archeologico è più che mai strategico. Ecco perché deve essere incentivato e sottolineato, anche oltre la realtà dei grandi siti come Pompei ed Ercolano. Bisogna rivalutare tutti gli asset archeologici della Campania. E anzi è necessario dare enfasi a quei siti minori e meno conosciuti dai turisti. Occorre che il viaggio del turista respiri storia e cultura inimitabili”.

Turismo e archeologia subacquea rappresentano una grossa opportunità di impiego e sviluppo. In che modo la Giunta intende sostenerli?
“La Regione Campania seguirà il filone dell’archeologia subacquea con grande attenzione, promuovendo e incentivando il settore anche economicamente. Penso a Procida Capitale della Cultura che contempla meraviglie connesse anche con l’archeologia subacquea. In generale, tutta l’area flegrea si sta ponendo in termini di un rilancio di questo settore assai fecondo”.

Gli archeologi, professionisti e custodi del tempo. Eppure spesso bistrattati tant’è che si parla di fuga di cervelli anche per questa categoria…
“Il nostro Assessorato sosterrà fortemente il lavoro degli archeologi, che devono rimanere qui, perché il loro lavoro è straordinario. Sono sentinelle della bellezza, della storia, del passato e della nostra memoria, che deve sopravvivere. Devono sicuramente essere rivalutati perché di loro c’è assolutamente bisogno. Chi deve andare via non sono gli archeologi, ma chi fa del male alla Campania”.

Matilde Andolfo

Leggi la bozza di Piano

Gli auguri dell’Assessore

“iMediterranei, un progetto editoriale coraggioso che incarna il pensiero ‘meridiano’ di noi campani”

 “Il progetto multimediale ‘Mediterranei’ è una lodevole iniziava editoriale, coraggiosa, in un momento assai delicato per la precarietà e l’incertezza del vivere umano. Si tratta di una sfi- da, ma anche di una grande opportunità per la Campania, che accoglie e rilancia le proprie tradizioni culturali in chiave attualizzata e stimolante. Una sfida che guarda al pluralismo dei Mediterranei come messaggio alle persone e al mondo del turismo. Siamo noi campani una parte integrante di questi Mediterranei, come espressione incarnata del pensiero ‘meridiano’. Quando lo scrittore Albert Camus ne parlava, come sintesi di una storia millenaria, racconta- va anche il nostro futuro, la nostra luce, la bellezza di cui siamo misura”.

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