Perché iMediterranei

in foto Salvatore Agizza

di Salvatore Agizza

“Che cos’è il Mediterraneo? Mille cose insieme Non un paesaggio ma innumerevoli paesaggi Non un mare ma un susseguirsi di mari Non una civiltà ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre…”

Fernand Braudel

Il Mediterraneo è un crocevia antichissimo. Da millenni tutto vi confluisce, complicandone ed arricchendone la storia: bestie da soma, vetture, merci, navi, idee, religioni, modi di vivere. E anche le piante. Un crocevia, un mondo. Geografia umana, storia, antropologia. Con una Terra di sotto, il mare. E una Terra di sopra, le coste, le città, gli uomini. Ecco, noi vogliamo raccontare la Terra del mare e la Terra degli uomini. Nasce un brand editoriale, magazine, web, tv. Il nostro sarà un viaggio del mondo sotterraneo, tra città sommerse, reperti archeologici, antiche civiltà, affascinanti silenzi. E un viaggio al centro di un mondo esterno, fatto di comunità, lavoratori, offerte culturali, musei, competenze, futuro.

Nasce iMediterranei, il racconto di mari, popoli, comunità. Nasce nella notte del mondo alle prese con la drammatica Pandemia. Nasce per esorcizzare angosce ed esaltare speranze. Nasce perché recuperare la memoria storica, proprio laggiù nel cuore del Mediterraneo sommerso, con la stratificazione di epoche, guerre, commerci, tragedie, vittorie, misteri, uomini e donne, dominatori e dominati, forse, può aiutarci a costruire un futuro diverso.

Parlano tutti, oggi, di un Mediterraneo di sangue con i migranti nuove vittime. Ma il Mediterraneo, attraversato, sfruttato, raccontato, non è solo teatro di eventi negativi. E’ un mare che ha unito, è la grande autostrada dell’antichità, è il mare di Napoli, Istanbul, Alessandria d’Egitto, il Cairo, Gerusalemme, Tunisi, Barcellona, Atene, Venezia, Genova. Insomma, il mare che ha unito grandi città e grandi popoli. E’ il mare di ebrei, cristiani e mussulmani, caleidoscopio delle diversità che riesce a diventare unità originale.

Nasce iMediterranei con tutti quelli che vogliono raccontarlo e mostrarlo al mondo come ha fatto e farà lo straordinario MANN di Napoli, consapevoli, che il Mediterraneo non è solo fatto di reperti e di storia ma anche di emozioni forti, sentimenti, opportunità. Scenderemo insieme nel mondo di sotto raccontandolo anche con un portale web e una trasmissione tv nella popolare televisione di Napoli, Canale 21, ogni settimana. Scriveremo e parleremo di archeologia subacquea, di scoperte, di mostre, di eventi, di lavoro, di manager, di comunità legati al mare. Di sotto e di sopra. L’Italia delle nostre coste e dei nostri paesi, del nostro turismo e delle nostre attività produttive.

Il Mediterraneo testimone del nostro passato, può essere motore per lo sviluppo dell’economia dei nostri territori oggi. Per noi, spedizioni scientifiche e rinvenimenti subacquei diventano finestre del tempo e delle civiltà ma anche chiave di lettura per costruire un futuro diverso. Innanzitutto nel rispetto dell’ecosistema.

Esposizioni museali, forum, la tv e la Rete, con il magazine trimestrale saranno occasione per attivare interessi economici e culturali, partendo da Napoli, capitale del Mediterraneo.

IMediterranei sarà tutto questo ed altro. Racconteremo il mare fra le Terre ma anche gli uomini che in quelle terre lavorano e si confrontano guardando al futuro. Daremo voce ad istituzioni, network culturali, associazioni, territori, competenze, ed innanzitutto giovani.

Con una premessa che nasce dall’esperienza culturale e professionale che mi ha arricchito. Thalassa, la mostra sul Mediterraneo e l’archeologia subacquea, promossa al MANN dal direttore Paolo Giulierini, con il quale ho curato il progetto scientifico sin dagli albori, mi ha regalato forti emozioni. Così sono rimasto affascinato dalle acque e dalle profondità del Mediterraneo Mare-Nostrum celebrato da scoperte, viaggi, storia, letteratura, geografia, religione, archeologia, scienza, ricerca, clima, natura, cosmopolitismo.

Iniziamo, da oggi, a scrivere, filmare, raccontare cos’è il Mediterraneo. Insieme con iMediterranei.

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